25.7.12

Check ⱱ

Sono sempre stata una grande organizzatrice come ormai avrete capito. Stilo elenchi, faccio le liste per creare altre liste, non tralascio nulla, scelgo accuratamente la penna da utilizzare, la carta su cui scrivere, quadretti? Righe? Bianca? A trama fine o spessa?
E dopo aver partorito la mia ordinatissima colonna di cose, la guardo con soddisfazione. Come mia madre guarda le sue piante fiorite, con una punta d'orgoglio.
Tutto questo per dire che OVVIAMENTE quando avvengono cambiamenti improvvisi mi ritrovo spiazzata, disorientata. Non programmare mi mette l'ansia. Non programmare non è una cosa da me.

Ebbene, oggi, dopo che numerose liste e programmi erano già stati fatti, purtroppo ho dovuto cancellare la prenotazione dell'hotel. Non si parte più.
E sono triste non perché non sarò in vacanza tra una decina di giorni (in realtà anche ma quello passa in fretta), sono triste perché penso a quanto tempo ho perso a organizzare, scrivere su fogli e decorarli anche (ché la vacanza è bella e colorata e anche i preparativi lo devono essere!).

Fare liste non è una brutta cosa, lo è quando diventa l'unica fonte di sicurezza davanti agli avvenimenti, alla vita e tutto quanto. E io ultimamente l'ho fatta diventare una cosa brutta. Si finisce per sognare i giorni che verranno e non ci si gode più quelli presenti.
E' come quando si lavora, si lavora, si lavora fino allo sfinimento in vista di un futuro tranquillo, e poi quando il futuro arriva, e diventa presente, non si è in grado di apprezzarlo...

Insomma, ho scritto una marea di parole vuote solo per dire che forse, di tanto in tanto, gli eventi "traumatici" servono, sono utili, aiutano.
Che siano piccoli e insignificanti come nel mio caso, o brutti quanto una malattia che però fa riavvicinare dei fratelli da tanto lontani, beh, poco importa.

Ho rasentato la banalità, ma tant'è, ognuno raggiunge le proprie consapevolezze secondo i suoi tempi, per me ci sono voluti SOLO 22 anni, che volete che sia.

Ho sempre tenuto un registro piuttosto spensierato su questo blog, sono restia ad aprirmi con le persone a cui voglio più bene, figuriamoci se lo vado a sbandierare ai quattro venti. Ma se di cambiamenti si deve parlare, allora perché non cominciare proprio da questo?

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Check ⱱ

Sono sempre stata una grande organizzatrice come ormai avrete capito. Stilo elenchi, faccio le liste per creare altre liste, non tralascio nulla, scelgo accuratamente la penna da utilizzare, la carta su cui scrivere, quadretti? Righe? Bianca? A trama fine o spessa?
E dopo aver partorito la mia ordinatissima colonna di cose, la guardo con soddisfazione. Come mia madre guarda le sue piante fiorite, con una punta d'orgoglio.
Tutto questo per dire che OVVIAMENTE quando avvengono cambiamenti improvvisi mi ritrovo spiazzata, disorientata. Non programmare mi mette l'ansia. Non programmare non è una cosa da me.

Ebbene, oggi, dopo che numerose liste e programmi erano già stati fatti, purtroppo ho dovuto cancellare la prenotazione dell'hotel. Non si parte più.
E sono triste non perché non sarò in vacanza tra una decina di giorni (in realtà anche ma quello passa in fretta), sono triste perché penso a quanto tempo ho perso a organizzare, scrivere su fogli e decorarli anche (ché la vacanza è bella e colorata e anche i preparativi lo devono essere!).

Fare liste non è una brutta cosa, lo è quando diventa l'unica fonte di sicurezza davanti agli avvenimenti, alla vita e tutto quanto. E io ultimamente l'ho fatta diventare una cosa brutta. Si finisce per sognare i giorni che verranno e non ci si gode più quelli presenti.
E' come quando si lavora, si lavora, si lavora fino allo sfinimento in vista di un futuro tranquillo, e poi quando il futuro arriva, e diventa presente, non si è in grado di apprezzarlo...

Insomma, ho scritto una marea di parole vuote solo per dire che forse, di tanto in tanto, gli eventi "traumatici" servono, sono utili, aiutano.
Che siano piccoli e insignificanti come nel mio caso, o brutti quanto una malattia che però fa riavvicinare dei fratelli da tanto lontani, beh, poco importa.

Ho rasentato la banalità, ma tant'è, ognuno raggiunge le proprie consapevolezze secondo i suoi tempi, per me ci sono voluti SOLO 22 anni, che volete che sia.

Ho sempre tenuto un registro piuttosto spensierato su questo blog, sono restia ad aprirmi con le persone a cui voglio più bene, figuriamoci se lo vado a sbandierare ai quattro venti. Ma se di cambiamenti si deve parlare, allora perché non cominciare proprio da questo?

Share This Article:

CONVERSATION

0 commenti :

Posta un commento